La patrimoniale minaccia di nuovo il conto corrente online degli italiani?

La patrimoniale minaccia di nuovo il conto corrente online degli italiani?

“Siamo tutti consapevoli che in Italia c’è un grande risparmio privato, e sicuramente questa è una delle ragioni di forza della nostra economia. Ci sono tanti progetti, vedremo a tempo debito”.

Questa frase, pronunciata da Conte durante la conferenza stampa del 17 Maggio fa tremare di nuovo i risparmiatori. Dopo aver escluso a lungo l’idea di un possibile prelievo forzoso, il Premier ci sta ripensando?

Che si possegga un conto corrente online o tradizionale, ogni volta che un politico rilascia dichiarazioni di questo tipo, il pensiero va ai “contributi di solidarietà” e alle conseguenze che essi potrebbero avere sull’economia. Le dichiarazioni di Conte sono risultate ambigue e non escluderebbero l’ipotetico scenario della temutissima “patrimoniale”. Questo tema era stato affrontato anche durante l’intervista del nostro AD con Panorama, nella quale si era parlato anche di conto corrente online borderless: una delle soluzioni più efficaci per ovviare il problema e proteggere i risparmi.

E se il Premier avesse solo voluto lodare la forza dell’economia italiana, che risiede proprio nel risparmio privato, senza voler per forza intendere di voler intraprendere misure che mettono a repentaglio risparmi degli italiani? Il dubbio rimane e con esso il caos, manifestato sui social attraverso messaggi come questi: “Ecco che inizia a gettare le basi per una patrimoniale“, “Non ti azzardare a mettere le mani nei nostri conti correnti“, ripresi da giornalisti come V. Feltri che sulle pagine del quotidiano Libero si è scagliato contro le parole del Presidente del Consiglio, ricordando che oltre alla patrimoniale, già messa in atto dal Governo Amato, c’è anche la minaccia dell’ingiunzione all’acquisto titoli nazionali.

Va ricordato che a inizio pandemia il Partito Democratico aveva avanzato l’ipotesi di un prelievo forzoso dal conto corrente, online o tradizionale, tramite una sorta di Covid-Tax, da applicare nel 2020 e nel 2021 per tassare i redditi Irpef superiori agli 80.000 euro e destinare sussidi a chi era stato colpito più gravemente dal Coronavirus. Una sorta di contributo di solidarietà che era stato escluso categoricamente dal Premier, il quale dichiarava con fermezza, nell’intervista rilasciata a La Stampa lo scorso 3 Maggio, che in periodo di crisi “lo Stato dà agli italiani e non prende”. E aggiungeva: “Escludo categoricamente una patrimoniale” in quanto il debito del nostro Paese rimane sostenibile “nel quadro di un risparmio privato molto cospicuo e di una resilienza particolarmente spiccata del nostro intero sistema economico“.

La verità è che non si conoscono ancora bene le misure che verranno prese per far fronte ai problemi economici che stanno affliggendo il Paese e molti italiani non sono ancora certi che il loro conto corrente online sia al sicuro.

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